Rubrica dell'Associazione ANEMOS
Roma, maggio 2006
Le Follie del Vento nel 2006
Nell’ambito della manifestazione del XIII Concorso Internazionale di esecuzione musicale ANEMOS si è svolta la VI Rassegna di concerti di musica cosiddetta classica, Le follie del Vento che ha visto in cartellone nomi prestigiosi di valenti musicisti quali quelli di Lenuta Ciulei, Marco Grisanti, Giuliano Balestra, Daniela Cetkovic, Maurizio Greco e Valerio Marchitelli. La musica amata da grandi e piccoli, giovani e meno giovani tanto da non poterne fare a meno, ma d’improvviso le sale si svuotano quando si tratta di musica etichettata come classica. Quella della Rassegna “Le Follie del Vento” non è proprio classica nel senso proprio del termine. Cosa vuol dire innanzitutto “classica”? Non certo vecchia.
Musica prodotta con altri intenti sicuramente, come quella di George ENESCU, il compositore rumeno che ha saputo raccogliere i suggerimenti della musica popolare del suo paese e fonderla con quella della tradizione gitana, i mass media dei tempi altri. George Enescu, compositore, violinista, pianista, uno fra i preminenti musicisti a cavallo tra l’Otto e il Novecento, fu allievo – per la composizione - di Fauré e Massenet, ma nonostante le sua formazione francese, la sua opera denuncia profondi influssi di Brahms e Wagner, sul piano dell’ispirazione, invece, egli resta sempre radicato ai “Leitmotiv” della musica popolare del suo Paese, tanto da venir considerato il fondatore della scuola compositiva nazionale rumena. Molte le opere strumentali, con particolare riguardo al violino tra cui la Sonata n° 3 per violino e pianoforte che Lenuta Ciulei e Marco Grisanti hanno eseguito con grande efficacia per la prima volta in Italia. Se le opere di Enescu raramente vengono eseguite in Italia, la Sonata n° 3 non era mai stata eseguita né da italiani né da stranieri. Il pubblico abituato a seguire i concerti organizzati dall’Associazione Culturale ANEMOS e quello del Municipio Roma Le Torri ha avuto così il grande privilegio di poterla ascoltare da una superstar del violino qual è Lenuta Ciulei, connazionale del grande composito. E’ stato anche rischioso per il duo Ciulei-Grisanti esporsi con un programma inedito in una sala nuova di zecca ai programmi da concerti. Un sfida che poteva non essere compresa, invece è stato un tripudio di applausi perché l’atmosfera carica di una misteriosa magia pulita ha proiettato il pubblico in atmosfere popolar-gitane. Al termine, come per una molla trattenuta solo dallo stupore, la sala si è alzata per riversare negli scroscianti applausi la propria carica partecipativa.
La Ciulei nell’intervista ha detto di trovare caloroso il pubblico romano che da cinque anni in maggio l’accoglie e l’applaude, ma, in generale, poco disponibile a frequentare le sale da concerto. Non incapace di apprezzare la musica, ma stanco e un po’ diffidente tanto quanto basta a giustificare la propria pigrizia. Ha concesso ben quattro bis. In Sala ad applaudirla tra gli altri uno dei suoi Maestri, Petre Lefterescu con la consorte, la cembalista Onja Lefterescu commossi e increduli del potere evocativo trasmesso dalla bella interpretazione degli artisti.
A
completare il programma altri due autori di difficile esecuzione: Eugène Ysaiye
e Bela Bartòk in Sonate per violino solo che non spaventano la prima
donna che a soli 18 anni, nel 1976, vinse il prestigioso primo premio al
Concorso Internazionale “Nicolò Paganini”, il più ambito riconoscimento
che ogni violinista sogna di vincere. Ma allora era cittadina rumena, una Patria
che non seppe apprezzarla né aiutarla. Oggi che vive negli USA è cittadina del
mondo e può permettersi di offrire i colori della sua terra ovunque si trovi ad
operare. La concertista, infatti, insegna violino alla Rowan University nel N.J.
e alla Ruthgers University a N.Y. ma soprattutto tiene tanti concerti portando
nel cuore e nella musica la nostalgia per la sua amata terra. Il 31 maggio ed il
2 giugno suonerà a Campobasso presso il Conservatorio “Lorenzo Perosi”: il
31 in duo con il pianista Marco Grisanti che qui è di casa essendo titolare
della Cattedra di Musica da Camera. E’ con Marco Grisanti, il pianista
italiano che suona come un tedesco, che la Ciulei preferisce far coppia quando
si esibisce in Italia. D’altra parte sono pochi i pianisti con lunga
esperienza maturata al fianco di musicisti della levatura di Uto Ughi, Riccardo
Brengola e Felix Ayo ecc! Mentre il 2 giugno interpreterà il Concerto di
Paganini con l’Orchestra del Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso.
Un
altro grande interprete anch’egli nuovo al pubblico del Municipio Roma Le
Torri e al Teatro Tor Bella Monaca è stato Giuliano Balestra, un mago delle
sei corde che ha eseguito un programma interamente di sua composizione. Ragazzi
e adulti estasiati al terzo bis non erano ancora stanchi di
chiedere e di ascoltare il suono della sua chitarra. Non si era mai sentita un
suono così limpido, carezzevole e imperioso dove le sonorità più varie e
sottili e quelle più basse erano espresse e ciascuna nel proprio spazio dovuto.
Nessuna nota sfuggente, nessuna che eludesse il proprio compito. Il programma
inedito anche questo come quello delle due sere precedenti. Il pubblico anche
questa volta numeroso non avrebbe voluto abbandonare la sala per non porre
termine ad un momento tanto unico e forse irripetibile. Un carpe diem che si
voleva illimitato.
Il 19 maggio la sera dei padroni di casa, Valerio Marchitelli, Maurizio Greco e Daniela Cetkovic. Il pubblico dei fan affollava la sala piccola del Teatro Tor Bella Monaca, dall’acustica asciutta, un po’ oscura, ma calda e ben adatta alle serata di classica. Una sala che riverbera il suono piccolo e affatto roboante della chitarra. Maurizio Greco si è trovato a suo agio tanto con il violino, quanto con il suono curato e pulito della pianista Daniela Cetkovic. In quella sala tutti gli strumenti ben si adattano. Valerio Marchitelli e Maurizio Greco hanno fatto conoscere al pubblico della sala brani dal repertorio di Nicolò Paganini per violino e chitarra. Mentre hanno fatto conoscere un repertorio poco eseguito per chitarra e pianoforte come A. Diabelli nella Sonatine op. 68, un F. Carulli nel Notturno op. 189 e il Divertimento op. 38 di von Weber. Nella terza parte la Sonata K.304 in mi minore di Mozart ha concluso la parte dei duetti. Per finire un Libertango di Piazzola arrangiato per violino, chitarra e pianoforte ha acceso la partecipazione del pubblico fra il quale in prima fila i MM° Petre ed Ogna Lefterescu e Lenuta Ciulei e George Atanasiu e che si sono trattenuti a lungo con Valerio Marchitelli. In Sala vi era anche la presenza discreta del M° David Murgadas, il chitarrista spagnolo che si trovava a Roma in quei giorni per coadiuvare la Giuria del XIII Concorso Internazionale di esecuzione musicale ANEMOS che pure si è profuso in apprezzamenti. Il M° Onja Lefterescu ha espresso la sua convinzione: “Noi musicisti siamo come una famiglia … solo così ci si può aiutare a crescere.” Questo va ben oltre le invidie professionali a cui i rotocalchi ci abituano.
Tina Russo